La fondazione

La fondazione Il sorriso di Ludo ETS nasce a settembre 2024 su iniziativa di Silvia Vigo, mamma di Ludovica, scomparsa improvvisamente a febbraio del 2024, a 9 anni, per una miocardite fulminante.

Perdere qualcuno a cui hai donato la vita, e che hai visto crescere, cambia alla radice la percezione della realtà e stabilisce un confine indissolubile tra chi sei prima e chi sei dopo.

Nell’immenso vuoto lasciato dalla sua Ludo, Silvia ha deciso di trasformare il proprio dolore “individuale”, in un’iniziativa “corale” al servizio del prossimo: dar vita ad uno spazio in cui i “sopravvissuti” possano condividere la propria perdita e la propria storia, con altre persone che vivono nella stessa dimensione di sofferenza, in un’atmosfera di accettazione e comprensione.

È stata la sensazione di inclusione, di comprensione ed accettazione, provata da Silvia nel condividere la propria esperienza con chi ha già vissuto lo stesso dolore, a farle comprendere l’importanza di dar vita all’A.M.A. Center, uno spazio riservato a gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto per il lutto peri/post natale ed infantile, presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano gruppo MultiMedica, dove Silvia esercita la sua professione di ginecologa da oltre 15 anni.

La fondazione
Cerotto

Chi ha vissuto questa dolorosa esperienza sa che, dopo la morte di un figlio/a, anche la sola presenza degli altri può arrivare a risultare inopportuna: è come se non ci possa essere una “vicinanza” idonea, congrua, giusta. La sensazione dominante del “sopravvissuto” è di isolamento ed incomprensione da parte del resto del mondo, perché la percezione è quella di essere stati colpiti da un evento eccezionale, che va contro la natura delle cose e che, non può essere compreso, perché “agli altri non succede”.

È questa la ragione profonda che ha spinto Silvia ad immaginare uno spazio protetto di dialogo e condivisione in cui i “sopravvissuti”, in gruppo, con il sostegno e la guida di psicoterapeuti specializzati del Centro di Ricerca e Studi in Psicotraumatologia, possano integrare nel presente la ferita del passato, per affrontare il futuro, mettendo la propria esperienza al servizio degli altri con disponibilità, sensibilità e saggezza.

La Perdita di un figlio/a

La perdita di un figlio/a è un concetto talmente contrario alla natura umana da non trovare rappresentazione in una unità lessicale specifica. 

Un genitore tutto può accettare, fuorché di sopravvivere al proprio figlio/a, perché la sua scomparsa rappresenta la perdita del proprio futuro, e senza futuro nulla ha più senso e nulla esiste più. 

Di fronte a questo evento non basta aver imparato a tollerare le frustrazioni più intense, e spesso non è sufficiente neanche una profonda fede religiosa. 

Quando muore un figlio/a tutta la famiglia è chiamata a superare la crisi, a ridefinire i ruoli e il significato stesso dell’essere insieme, ma per far ciò è necessario riconoscere e gestire attivamente il cambiamento.

Come disse Papa Francesco: «per i genitori, sopravvivere ai propri figli è qualcosa di particolarmente straziante, che contraddice la natura elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa».

La perdita di un figlio o di una figlia ferma il tempo e apre una voragine che inghiotte il passato ed il futuro. 

La morte, che porta via il figlio/a piccolo/a o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e ai sacrifici d’amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere.

La fondazione
La fondazione

E tu, quanti figli hai?

È una domanda semplice, frequente: quante volte ce la siamo sentita rivolgere?

Ebbene, per un genitore che ha perso un figlio, rispondere a questa domanda è difficile e struggente, in quanto rappresenta l’evidenza della nuova dimensione a cui si appartiene: una realtà indefinita ed indefinibile.

Dice una mamma che ha perso uno dei suoi figli:
«È una domanda che ogni volta mi sembra squarci il mondo, il mio mondo. Cosa rispondere a quanti figli ho? Uno, due, uno: ma non è uno, sono due, sono stati due. Cosa dire?

Dire uno vuol dire cancellarlo, negarlo, invece lui c’è, c’è nel modo potente che mi fa piegare in due per la sofferenza ed il pianto. Però io faccio la spesa, preparo la cena, stiro e lavo per uno. 

Dire che è morto? Sì, mi è venuto di dirlo e l’ho fatto, qualche volta quando mi è sembrato possibile far uscire quel groppo che mi sta sempre in gola, ma spesso mi sono pentita: una notizia del genere lascia allibito, qualche volta imbarazzato chi mi ha fatto la domanda senza sapere. E io mi sono vergognata; di cosa non so. Forse di aver provocato l’imbarazzo. 

Qualche volta invece ho sentito la capacità di stare in ascolto, di accogliere le parole e il silenzio senza eludere.»

Le persone della fondazione

Silvia Vigo

Silvia Vigo

Fondatrice e presidente
Mamma di Ludovica. Dirigente medico in Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.
Andrea Novarese

Andrea Novarese

direttore generale
Manager con articolata esperienza nel corporate finance e in diverse iniziative no profit legate al mondo culturale e scientifico.
Alessandro Bulfoni

Alessandro Bulfoni

Direttore scientifico
Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.
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